C’è un luogo dimenticato
Creatura della solitudine
Che si nutre di sogni amari.
Sono desideri intimi, segreti sussurrati
Di un’umanità cadente.
Potrebbe mai fiorire quel campo
I cui pensieri nei secoli diventano incubi?
E’ il mero rimpianto di ideali irrealizzabili
Poesia discorde di canti soffocati
Uditi non dall’orecchio
Ma impressi nella pelle.
Lì voglio respirare la luce arcana
Di stelle cadute senza nessuno
che le vedesse morire
e raccogliere le ceneri sparse
di secoli di eroi senza gloria
e bagnarmi di lacrime vane
e saziarmi di parole mai dette.

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